21ª ARCI FESTA 2015 venerdì 31 luglio • ore 21:00

ore 21:00 CAPOEIRA E GLOBALIZZAZIONE
con/vers/azione con MESTRE MORAES

 

ore 22:00 KHAOSSIA
concerto etno salentino

etno salentino arcif

 

I Khaossia festeggiano i loro 10 anni dalla fondazione, il 2005, tornando lì dove tutto accadde: Cremona. Nati sotto l’amicizia di Arci Cremona, ritornano all’Arci Festa per celebrare il loro decennale. L’offerta culturale dei Khaossia è un’esplorazione a fine divulgativo ed edonistico di alcune tra le più originali espressioni musicali appartenenti all’etnocultura di Terra d’Otranto (Salento) e di altre isole sonanti del mondo mediterraneo. Oltre ai canti di lavoro e d’amore più celebri del Salento, i Khaossia presentano la danza regina di Terra d’Otranto: la pizzica. I Khaossia sono Luca Congedo (flauti), Fabio Turchetti (voce e organetto), Vincenzo Urso (voce e tamburi a cornice) e Maurizio Corda (chitarra).

I Khaossia nascono come ensemble di riproposizione della tradizione popolare salentina e del Sud Italia. Lentamente si sono evoluti, affiancando ai classici della cultura popolare del Salento progetti originali nati da storie e libri antichi. Hanno collaborato con il circuito di Attraversarte, progetto dell’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Cremona, per il quale hanno realizzato concerti; sono stati artefici di diversi seminari di pizzica (danza e musica) e hanno registrato il sonoro del video promozionale. L’etno ensemble ha avuto positivo riscontro di critica (Froots, Folkbulletin, Songlines, Radio Popolare, Radio Onda d’Urto) e pubblico, esibendosi in moltissime occasioni in Italia, tra cui: Notte della Taranta (2005), Teatro Ponchielli di Cremona (2006), Appennino Folk Festival (2007), Isola Folk (2007), Festival del Cambonino (2007, 2008, 2009), Festival Folk Di Cremona (2010), Fek Festival (2010), Quinta Rassegna di Musica Popolare di Settimo Milanese (2012). I Khaossia hanno portato la taranta anche all’estero: a Jelsa (2005), Parigi (2006), Marsiglia (2008), Gugginsberg (2008), Philadelphia (2010, 2012), New York (2010, 2012), New Jersey (2010, 2012), Salonicco (2013), Manila (2014), Londra (2014), Praga (2015).
Nel 2007 pubblicano il loro primo cd, De Migratione, su etichetta CPC e nel 2009 compongono e registrano la musica per l’opera buffa settecentesca in lingua leccese La Rassa a Bute, della quale si conserva solo il testo. Nel 2010 i Khaossia, durante la tournée organizzata dal Consolato Generale d’Italia di Philadelphia, si sono esibiti nell’Auditorium della High School Fiorello La Guardia, a New York. A Philadelphia sono stati ospiti del Philadelphia Museum of Art, presentati dal Console Generale d’Italia, hanno tenuto concerti a Norristown nel New Jersey e a Horsham. I Khaossia hanno inoltre tenuto un concerto per gli studenti al Wynn Common della University of Pennsylvania e hanno presentato all’America Italy Society di Philadelphia il loro lavoro, La Rassa a Bute.
Nel 2011 iniziano la produzione del cd Le Grechesche, che concludono e pubblicano nel 2012 per la CPC. Invitati dal Consolato Generale d’Italia di Philadelphia e sostenuti dalla Regione Puglia e dalla Regione Lombardia, partono per la seconda tournée negli Stati Uniti suonando tra New York e Philadelphia. Presentano il cd Le Grechesche alla celeberrima Saint Joseph’s University e in altre prestigiose occasioni riscuotendo ovunque interesse e riconoscimenti.
Nel 2013 esce il loro quarto lavoro discografico, Eos, un progetto che fonde musica, teatro e videoarte, dedicato alla storia della salentina Giulia My e del pittore rumeno Zivi Miller, un ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti che trascorse la sua riabilitazione nel Salento, a Santa Maria al Bagno, dove i suoi murales sono ancora testimonianza della sua storia.
Nell’agosto del 2013 sono invitati dall’Università di Salonicco per tenere una lezione-concerto presso il Campus Estivo EMUNI 2013 sul tema “La musica e il mare: un viaggio interculturale nel XVI secolo tra l’Italia e la Grecia”, e nuovamente nel 2014 per una lezione dedicata agli studenti aderenti al Programma Transuniversitario EMUNI dal titolo Progetto Magellano: genesi di uno spettacolo ispirato alla “Relazione del Primo Viaggio Intorno al Mondo” di Antonio Pigafetta, cavaliere di Rodi.
Sempre nel 2014, con il sostegno di Puglia Sounds e della Regione Puglia, partono in tour per le Filippine, suonando nei prestigiosi Philippine International Jazz Festival e International Guitar Festival.
Nel 2015 suonano all’International Arts Festival di Copertino, diretto dal tenore del Metropolitan di New York, Salvatore Cordella, e dal direttore d’orchestra Beppe Vessicchio.
Per approfondimenti: www.khaossia.it.

La pizzica tarantata è una danza terapeutica che ha origine nell’antichissimo rito di guarigione delle tarantate, durante la messa-esorcismo che il 29 giugno di ogni anno si svolgeva e tuttora si svolge a Galatina, presso la cappella di San Paolo, santo protettore di tutti coloro i quali sono stati morsi da animali velenosi. L’esorcismo poteva tuttavia svolgersi anche in privato, tra le mura domestiche, con l’ausilio di tamburelli, violini, armoniche a bocca e altri strumenti musicali. La “paziente” (detta appunto la “tarantata”) ballava per ore in preda all’epilessia causata dal veleno, fino a quando, stremata, stramazzava al suolo priva di sensi; il suo riposo era però solo temporaneo: il tormento del veleno, infatti, non era finito e puntualmente tornava al sopraggiungere dell’estate successiva. Considerati sinonimo di arretratezza e vergogna, riti di esorcismo e tarantate sono stati rimossi e dimenticati, e per decenni non se n’è più parlato. Oggi il tarantismo è in sostanza scomparso, ma resta un ricchissimo bagaglio culturale fatto di canti, leggende, musica e parole che sono stati riscoperti ed “esportati” nel resto d’Italia e fuori nazione.
Esiste inoltre un’interessante e particolarissima variante del “genere” tarantato. La pizzica de core, infatti, rappresenta i sentimenti d’amore, erotismo e passione nel rito di corteggiamento tra un uomo e una donna. Alcune cronache del XIX secolo descrivono così questa danza sfrenata: «Una donna balla al ritmo frenetico dei tamburelli e dei violini sventolando un fazzoletto rosso, il colore della passione, con il quale invita a ballare colui che il capriccio le indica. Stanca di questo compagno, ne invita un altro e un altro ancora a suo piacimento, donando il fazzoletto solo a colui che sarà stato in grado di rapirle il cuore assecondando ogni suo desiderio, ogni sua fantasia».

 

 

ore 00:00 BOOKTRAILER
Un libro, un luogo, una storia
FABIO GEDA Nel mare ci sono i coccodrilli
a cura di MARIO FERABOLI, partecipa CLAUDIA NOCI

 

Parco delle ex Colonie Padane
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